Quanto sei davvero bravo nella comunicazione e nel marketing? Scoprilo con questo test
Quale personaggio dell’Odissea sei?
Quante volte ti sei ritrovato “intrappolato” in siti pieni di quiz, come quelli che promettono di indovinare il tuo segno zodiacale in base alla pizza che scegli? Poi ne fai un altro, e un altro ancora e prima che tu te ne renda conto hai già passato troppo tempo a cercare di scoprire quale personaggio di Harry Potter sei, quale personaggio di Vampire Diaries rappresenta meglio la tua personalità o perché continui a prendere decisioni sentimentali discutibili. A questo punto, tanto vale fare qualcosa di utile: un test sulle varie attività nella comunicazione on line per esempio.
E se pensi che basti conoscere Pinterest, Canva e l’ultimo aggiornamento di TikTok, abbiamo una brutta notizia per te: la cultura generale serve. Serve per scrivere meglio, per costruire metafore, per la SEO, per riconoscere riferimenti culturali, per il mondo della grafica e per molto altro; in pratica per non produrre contenuti standard, finti e che non portano risultati.E poi c’è l’Odissea. Proprio mentre stai facendo questo test, l’adattamento di Christopher Nolan è diventato il film con il maggiore incasso nella storia dei film con classificazione R, superando Deadpool & Wolverine, con oltre 1,4 miliardi di dollari al botteghino mondiale. Non male, per una storia scritta quasi tremila anni fa e che ci riporta all’affermazione di qualche riga sopra: nella comunicazione, nel marketing, la cultura non è un ornamento; è uno strumento di lavoro.
Vediamo quanto sei preparato.
Le regole del gioco
Il meccanismo è semplice: 20 domande, quattro risposte possibili per ciascuna. Non troverai il risultato dopo ogni domanda; devi arrivare fino alla fine, segnarti le risposte e poi confrontarle con quelle corrette. Ogni risposta esatta vale 1 punto. Ci sono domande relativamente semplici e altre un po’ più intriganti: alcune riguardano copywriting e design, altre social e algoritmi, altre ancora strategia, AI e cultura della comunicazione.
Non cercare le risposte su Google o su ChatGPT: sarebbe come barare a un quiz sulla tua personalità e poi lamentarti che il risultato non ti rappresenta. Alla fine scoprirai quale personaggio dell’Odissea sei: non è una classifica morale; è una questione di attitudine professionale.
IL TEST
1) Stai scrivendo il titolo di un articolo per il blog di un’agenzia. Quale tra questi è generalmente più efficace?
A. Il marketing spiegato bene da noi
B. Alcune riflessioni sul marketing contemporaneo
C. Come è cambiato il marketing negli ultimi dieci anni: 7 cose che devi sapere
D. Scopriamo insieme una parola nuova: Marketing.
2) Una persona arriva per la prima volta sul tuo sito da smartphone. Qual è il problema più grave?
A. Il logo è leggermente più piccolo rispetto alla versione desktop
B. Il testo è difficile da leggere e l’utente deve ingrandire continuamente la pagina
C. Il colore principale non coincide con quello del tuo biglietto da visita
D. La favicon non è perfettamente centrata
3) TikTok ha contribuito a cambiare profondamente il modo in cui i contenuti vengono distribuiti. Qual è una delle trasformazioni più importanti?
A. I contenuti vengono mostrati esclusivamente alle persone che seguono già il creator
B. La distribuzione dipende sempre meno dalla sola rete di contatti e sempre più dalla capacità del contenuto di intercettare interessi e comportamenti
C. Il numero di follower è diventato l’unico parametro che determina la visibilità
D. Gli utenti vedono soltanto contenuti pubblicati da persone che conoscono nella vita reale
4) Stai lavorando alla landing page di un servizio B2B e hai un traffico consistente proveniente da una campagna social. Quale scelta ha più probabilità di aumentare le conversioni?
A. Inserire nella pagina tutte le informazioni possibili sull’azienda, così il visitatore può conoscerla meglio prima di decidere.
B. Usare lo stesso messaggio della homepage, aggiungendo però qualche testimonianza e un’immagine più accattivante.
C. Costruire la pagina attorno a una promessa chiara e coerente con il messaggio della campagna, riducendo le distrazioni e rendendo immediatamente comprensibile quale azione vuoi che compia l’utente.
D. Eliminare quasi completamente il testo e puntare su un design molto spettacolare, perché oggi gli utenti non hanno più voglia di leggere.
5) Quale di questi esempi rappresenta meglio una call to action?
A. «Scopri come funziona»
B. «La nostra azienda nasce nel 1998»
C. «Siamo un team giovane e dinamico»
D. «La qualità prima di tutto»

6) Osserva l’immagine e la palette proposta nella immagine sopra. A quale attività o atmosfera assoceresti più facilmente questa combinazione?
A. Un servizio finanziario che vuole comunicare esclusivamente rigidità e formalità
B. Un progetto legato al benessere, alla creatività o a un’esperienza rilassante
C. Una campagna militare
D. Un software gestionale destinato esclusivamente alla contabilità industriale
7) L’Odissea racconta un viaggio di ritorno, ma soprattutto mette Odisseo davanti a una serie continua di problemi, deviazioni, tentazioni e imprevisti. Quale principio può essere applicato anche alla comunicazione?
A. Una buona strategia deve prevedere tutto fin dall’inizio
B. Una strategia efficace deve avere una direzione, ma anche la capacità di adattarsi quando cambiano le condizioni
C. Bisogna evitare qualsiasi deviazione dal piano originale
D. Se il percorso è complicato, significa che la strategia è sbagliata
8) Odisseo utilizza l’astuzia per uscire da situazioni in cui la forza non sarebbe sufficiente. Quale delle seguenti situazioni rappresenta meglio questo principio nel marketing?
A. Aumentare il budget pubblicitario ogni volta che una campagna non funziona
B. Cercare un modo diverso di affrontare il problema invece di limitarsi a fare di più la stessa cosa
C. Copiare la campagna del concorrente più grande
D. Pubblicare più contenuti possibile, indipendentemente dalla loro qualità
9) Una persona cerca su Google «agenzia di web design». Quale titolo comunica meglio sia il servizio sia il possibile beneficio?
A. Idee
B. Design
C. Agenzia di web design: siti belli, veloci e progettati per trasformare visite in contatti
D. Benvenuti nel futuro del digitale
10) Hai lanciato una campagna social con tre creatività diverse. Una ottiene molti più clic delle altre, ma porta sul sito utenti che convertono molto meno. Qual è la lettura più corretta del dato?
A. La creatività con più clic è necessariamente quella migliore, quindi bisogna spostare lì tutto il budget.
B. La campagna sta funzionando: più clic significa automaticamente più interesse e quindi più possibilità di vendita.
C. I clic raccontano solo una parte della storia: bisogna capire anche la qualità del traffico e confrontare metriche come conversion rate, costo per conversione e comportamento degli utenti dopo il clic.
D. La creatività con meno clic va eliminata perché evidentemente non interessa al pubblico.
11) Qual è uno dei principali rischi dell’utilizzare l’intelligenza artificiale nella produzione di contenuti?
A. Che produca sempre testi troppo brevi
B. Che renda impossibile utilizzare immagini
C. Che venga utilizzata senza supervisione, trasformando un aiuto operativo in una fonte di contenuti inaccurati, generici o privi di reale valore
D. Che impedisca definitivamente ai copywriter di scrivere
12) Quale potrebbe essere un uso realmente utile dell’AI per un team creativo?
A. Delegarle automaticamente ogni decisione strategica
B. Utilizzarla per esplorare varianti, sintetizzare informazioni, fare brainstorming o accelerare attività ripetitive, mantenendo però il controllo umano sulle decisioni
C. Pubblicare tutto ciò che produce senza modificarlo
D. Chiederle quale sarà il prossimo trend e seguirlo senza ulteriori verifiche

13) Guardando questa combinazione di immagine e colori, quale emozione dovrebbe suscitare più probabilmente?
A. Urgenza e tensione
B. Nostalgia e familiarità
C. Distacco e neutralità assoluta
D. Precisione scientifica
14) Un algoritmo di raccomandazione continua a mostrarti contenuti simili a quelli con cui hai interagito. Qual è il principale effetto che può produrre?
A. Una maggiore personalizzazione dell’esperienza, ma anche il rischio di restringere progressivamente ciò che viene mostrato all’utente
B. La certezza che tutti gli utenti vedano gli stessi contenuti
C. La fine della pubblicità online
D. La totale eliminazione dei contenuti virali
15) Una campagna ottiene 500.000 visualizzazioni ma genera pochissime interazioni, visite al sito o conversioni. Cosa puoi concludere?
A. Che la campagna è sicuramente un successo
B. Che il contenuto è necessariamente sbagliato
C. Che le visualizzazioni, da sole, non sono sufficienti per valutare l’efficacia di una campagna: bisogna considerare l’obiettivo e le metriche coerenti con esso
D. Che l’algoritmo ha sicuramente penalizzato il brand
16) Penelope passa anni ad aspettare il ritorno di Odisseo e costruisce una strategia per rimandare la scelta tra i pretendenti. Qual è la lezione che NON dovresti necessariamente portarti dietro?
A. A volte rimandare una decisione può essere una strategia
B. La pazienza può essere utile quando il contesto è incerto
C. Aspettare vent’anni che il problema si risolva da solo è probabilmente una strategia poco scalabile
D. Una buona strategia può utilizzare il tempo a proprio vantaggio
17) Tiresia, nell’Ade, fornisce a Odisseo informazioni sul futuro e sulle conseguenze delle sue scelte. Quale principio ricorda maggiormente a chi lavora con dati e analytics?
A. I dati permettono di conoscere con certezza il futuro
B. I dati possono aiutare a prendere decisioni migliori, ma richiedono interpretazione e non eliminano l’incertezza
C. Se hai abbastanza dati, non serve più una strategia
D. Le previsioni sono sempre più importanti dei risultati reali
18) Un brand vuole diventare «virale». Qual è la prima domanda strategicamente sensata da fargli?
A. Quale audio di TikTok è più popolare oggi?
B. Quanti follower vuoi ottenere?
C. Perché vuoi diventare virale e quale comportamento vuoi generare nelle persone che vedranno il contenuto?
D. Possiamo usare un meme?
19) Un contenuto viene pubblicato sui social e nei primi minuti riceve pochissime interazioni. Qual è la conclusione più corretta?
A. È sicuramente un contenuto fallito
B. L’algoritmo ha deciso di eliminarlo
C. Non si può stabilire l’efficacia del contenuto da un dato iniziale isolato: bisogna considerare distribuzione, pubblico, formato, obiettivo e andamento nel tempo
D. Bisogna cancellarlo immediatamente e ripubblicarlo
20) Un brand vuole utilizzare un trend molto popolare, ma il trend non è particolarmente coerente con il suo posizionamento. Cosa dovrebbe fare?
A. Seguirlo comunque: se funziona per gli altri funzionerà anche per lui
B. Ignorare sempre i trend per mantenere una coerenza assoluta
C. Valutare se il trend è realmente compatibile con pubblico, obiettivi, tono e posizionamento del brand, utilizzandolo soltanto quando ha senso
D. Fare entrambe le cose contemporaneamente, anche se il risultato non ha alcun senso
Le risposte
1. C – Un titolo efficace deve essere comprensibile, specifico e interessante; se riesce anche a intercettare l’intento di ricerca, ancora meglio.
2. B- La leggibilità viene prima dell’estetica. Se l’utente deve combattere contro il tuo sito per leggere un paragrafo, probabilmente vincerà lui chiudendo la pagina.
3. B – È uno dei grandi cambiamenti introdotti dai sistemi di raccomandazione: non devi necessariamente conoscere qualcuno per vedere ciò che pubblica. Il contenuto può trovare il pubblico attraverso interessi e comportamenti.
4. C – Il punto fondamentale è la coerenza tra promessa dell’annuncio, contenuto della landing e call to action; se l’utente clicca perché gli prometti una cosa e atterra in una pagina che parla d’altro, hai già perso buona parte del lavoro fatto dalla campagna.
5. A – Una call to action invita esplicitamente l’utente a compiere un’azione: scoprire, acquistare, iscriversi, contattare.
6. B- Il colore non comunica in modo universale, ma questa palette porta a precise associazioni percettive legate al benessere e al comfort.
7. B – La direzione è importante, ma una strategia deve poter reagire alle condizioni che cambiano. Odisseo passa buona parte del poema a modificare il proprio percorso senza perdere di vista Itaca.
8. B – La creatività strategica consiste spesso nel cambiare prospettiva, non semplicemente nell’aumentare le risorse impiegate.
9. C – Qui entrano in gioco SEO, chiarezza e proposta di valore: non basta dire che sei un’agenzia di web design, devi spiegare perché dovrebbe interessare al lettore.
10. C – È una delle differenze fondamentali tra ottimizzare una campagna per attirare attenzione e ottimizzarla per ottenere risultati. Una creatività può essere irresistibile sul piano del clickbait e attirare moltissime persone completamente sbagliate; in quel caso il CTR racconta una storia molto bella, ma il business ne racconta un’altra.
11. C – L’AI può produrre grandi quantità di contenuti, ma quantità e qualità non coincidono; servono supervisione, verifica e direzione.
12.B- L’AI può essere molto utile per esplorare, sintetizzare, generare varianti e velocizzare attività ripetitive. La strategia, però, non dovrebbe essere delegata automaticamente alla macchina.
13. A – Una palette può contribuire a costruire una sensazione di urgenza come in questo caso; la percezione è data dall’interazione tra colore, immagine e contesto.
14. A- La personalizzazione è una delle grandi forze degli algoritmi di raccomandazione, ma proprio questa capacità può produrre ambienti informativi sempre più ristretti.
15. C – Una metrica senza obiettivo è soltanto un numero. Se la campagna doveva generare notorietà, le visualizzazioni possono essere importanti; se doveva vendere, servono altre metriche.
16. C – Penelope dimostra pazienza e capacità strategica; ma, francamente, aspettare vent’anni non è un metodo che consigliamo di applicare a una campagna social.
17. B – I dati possono aiutarti a leggere scenari e probabilità, non a eliminare l’incertezza. Anche Tiresia dà informazioni a Odisseo, ma il viaggio non diventa improvvisamente semplice.
18. C – La viralità non è una strategia. Prima bisogna capire perché si vuole attenzione e cosa si vuole ottenere da quell’attenzione.
19. C – Un dato iniziale non basta per giudicare un contenuto; distribuzione, pubblico, formato, obiettivo e andamento nel tempo sono tutti elementi da considerare.
20. C – Il trend è uno strumento, non una strategia. Il professionista bravo non è quello che conosce ogni trend: è quello che sa quando utilizzarlo e quando lasciarlo passare.
Il risultato
Conta le risposte corrette.
Ora arriva la parte che aspettavi: il tuo atteggiamento professionale direttamente dall’epica greca.
0–5 punti — Agamennone
Non guardi in faccia nessuno pur di ottenere risultati. La strategia viene prima di tutto; se per raggiungere l’obiettivo bisogna sacrificare qualcosa — o qualcuno — pazienza. Agamennone arriva persino al sacrificio della propria figlia Ifigenia pur di ottenere condizioni favorevoli alla spedizione verso Troia, fai tu! Nel marketing, però, suggeriamo di evitare questa filosofia: non tutto ciò che porta un risultato è necessariamente un buon risultato.
6–8 punti — Penelope
Hai pazienza, metodo e una certa capacità di aspettare il momento giusto. Forse, però, hai anche aspettato abbastanza.
Penelope tesse e disfa la tela, rimanda, osserva, resiste; una strategia rispettabile, ma nel marketing non puoi passare vent’anni ad aspettare che qualcuno venga a dirti cosa fare. La pazienza è una virtù; l’immobilismo è un’altra cosa.
9–11 punti — Antinoo
Hai presenza, sicurezza e una certa capacità di stare al centro della scena. Antinoo non è necessariamente il cattivo della tua squadra: rappresenta soprattutto la capacità di occupare spazio, attirare attenzione e muoversi con sicurezza in un ambiente competitivo. Nel marketing è una qualità utile; a condizione di ricordarti che farsi notare è soltanto l’inizio della partita.
12–14 punti — Argo
Sei il vecchio cane fedele: hai visto passare mode, piattaforme, algoritmi, social network, rebranding, metaversi e almeno quindici «nuovi modi di fare marketing». E sei ancora qui.
Argo non ha bisogno di dimostrare niente a nessuno: riconosce ciò che conosce e resta fedele a quello che conta. Nel tuo caso significa che forse hai imparato una cosa fondamentale: non tutto ciò che è nuovo è necessariamente migliore.
15–16 punti — Tiresia
Hai capito che sapere non significa necessariamente prevedere. Tiresia conosce cose che Odisseo non conosce, ma non gli consegna una scorciatoia: gli mostra possibilità, conseguenze e pericoli che è esattamente il rapporto che dovremmo avere con dati, analytics e tecnologia. Sai leggere le informazioni, ma sai anche che interpretarle è un lavoro.
17–18 punti — Odisseo
Hai un buon istinto strategico e sai che spesso la strada più efficace non è quella più evidente. Il cavallo di Troia è l’esempio perfetto: non vincere lo scontro facendo più rumore, ma cambiare le condizioni dello scontro. C’è però un dettaglio che il marketing tende a dimenticare: il cavallo diventerà anche la memoria della strage e delle conseguenze di quella strategia, e Odisseo porterà con sé quel peso per il resto del viaggio.
Una buona strategia, quindi, non si misura soltanto dal risultato immediato; si misura anche da ciò che lascia dietro di sé.
19–20 punti — Circe
Complimenti: sei arrivato in cima. Circe sa trasformare le cose, cambiare prospettiva e soprattutto non subisce passivamente ciò che ha davanti; lo rielabora. Nel tuo caso significa che sai mettere insieme strategia, cultura, creatività e tecnologia senza confondere uno strumento con un obiettivo; in altre parole: hai capito che il lavoro del marketer non consiste nel prevedere il futuro, ma nel capire abbastanza bene il presente da poterlo influenzare.
E forse è proprio questa la cosa più interessante dell’Odissea: una storia antichissima continua a funzionare perché parla di problemi che, in forme diverse, riconosciamo ancora oggi. Viaggi, reputazione, potere, identità, conflitto, desiderio, strategia, errori, ritorni; cambiano gli strumenti, cambiano i media, cambiano gli algoritmi, ma la materia prima della comunicazione resta sempre l’essere umano.

Le immagini presenti nell’articolo sono prese del film “Odissea” del regista Christopher Nolan e dalla piattaforma pexels.com